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CNA SHV Pensionati, Simoni confermato presidente: "Vogliamo essere nonni per le città. Lavori e prestazioni al servizio della comunità"

Con oltre 530 tesserati, CNA SHV Pensionati, il sindacato promosso dalla CNA per la tutela e la salvaguardia degli interessi degli anziani, ha fatto dell’invecchiamento attivo la sua missione. Su questa strada proseguirà il suo secondo mandato Arrigo Simoni, confermato presidente nell’assemblea elettiva che si è svolta giovedì mattina.  Ad affiancarlo saranno il segretario Pino Salvadori, i due vicepresidenti Mario Cecchetto e Luciano Altieri e il nuovo direttivo.

Tra le tematiche centrali che porterà avanti nei prossimi anni CNA SHV Pensionati spiccano la necessità di una riforma fiscale che preveda una maggiore equità per il reddito da pensione in modo da permettere di vivere serenamente, lo sviluppo di un sistema socio sanitario indirizzato alla prevenzione e il potenziamento del servizio di assistenza. Verranno inoltre riproposte iniziative molto apprezzate: dai corsi per computer e smartphone agli incontri informativi con medici specialisti e ai momenti ricreativi.

Il Circolo Bolzano Club Bozen inaugura la nuova sede. Salvadori: “Siamo al servizio della comunità cittadina”

“Oggi ripartiamo, dopo tanti mesi di chiusura, di distanza tra noi”. Non ha fatto in tempo a concludere la prima frase del discorso, Pino Salvadori, presidente del Circolo Bolzano Club Bozen: l’applauso liberatorio dei tanti soci accorsi stamane (12 giugno 2021) all’inaugurazione della nuova sede, in via Visitazione 74 a Bolzano è stato immediato, fragoroso, prolungato. 

Con i suoi 56 anni di vita, il Circolo ricreativo, sportivo e culturale Bolzano Club Bozen è uno dei più vecchi del capoluogo. Nato come ritrovo dei tifosi del Bolzano Calcio quando militava in serie C, il circolo, negli ultimi anni, sotto la presidenza di Pino Salvadori, si è affiliato a CNA Pensionati Trentino Alto Adige ed ha sviluppato un programma sempre più fitto di tornei di pesca, bocce, birilli, briscola, burraco, viaggi e gite enogastronomiche, eventi culturali. 

CNA Pensionati: “Vaccinarsi è un dovere morale. Per tutta la vita abbiamo gestito imprese, non possiamo accettare che quelle dei nostri figli chiudano"

“Vaccinarsi è un dovere morale anche per gli anziani, a cominciare da chi, come noi, per decenni ha guidato imprese”. Lo afferma Arrigo Simoni, presidente della CNA Pensionati Trentino Alto Adige. 

“Constatiamo con preoccupazione – aggiunge Simoni – che in Alto Adige solo una persona su tre, tra i 70 e gli 80 anni, è vaccinato. In Trentino va un po’ meglio, ma in tutta la regione ci sono rallentamenti nelle prenotazioni. Voglio essere chiaro: avere dubbi è legittimo, tanto più che l’informazione sui vaccini e sulle possibili conseguenze è stata confusionaria e contraddittoria.  Ciò detto, è anche vero che gli anziani continuano a pagare un tributo troppo elevato, in termini di vite umane, a causa della pandemia. Sono tantissime le vittime giornaliere ed il numero, stando alle previsioni degli esperti, non tenderà a diminuire in brevissimo tempo. Il piano di vaccinazione si sta lentamente potenziando grazie anche all’intervento del Premier Mario Draghi che ha tenuto a sottolineare alle Regioni la non attenzione per gli anziani, molti dei quali in attesa di essere vaccinati e che dunque continuano ad essere sempre i più esposti”.

Campagna vaccinale, CNA Pensionati chiede chiarezza: "Date e modalità cambiano di continuo, tanti over 80 sono preoccupati. Così non va"

CNA Pensionati Trentino Alto Adige chiede chiarezza sulla campagna vaccinale: “I ritardi e la mancanza di chiarezza su come procedere nella vaccinazione degli anziani stanno gettando nella preoccupazione la vasta platea dei pensionati anche del Trentino Alto Adige”. 

Ad oggi, su quasi 60 milioni di italiani i vaccinati sono 648.640. In base ai dati diffusi lo scorso fine settimana dalla fondazione Gimbe, in Italia gli over 80 vaccinati rispetto alle dosi di vaccino somministrate sono solo l’1%. A fronte del 22% nazionale del personale non sanitario, ovvero gli amministrativi degli ospedali e simili. In questa prima fase, infatti, era previsto che le categorie vaccinate fossero gli operatori sanitari e sociosanitari, gli ospiti delle RSA, il personale non sanitario e gli over 80. Per questi ultimi il D day era fissato già a gennaio, in base alle singole regioni. Il piano vaccinale prevedeva, invece, il coinvolgimento degli under 80 solo dopo il primo trimestre dell’anno. Ora però, nel bel mezzo del maremoto delle dosi tagliate o non consegnate dalle case farmaceutiche produttrici di vaccini, i 4 milioni circa degli over 80 a cui spetta il vaccino non sanno più cosa fare e come.

“Non si capisce davvero nulla – afferma Arrigo Simoni, presidente della CNA Pensionati Trentino Alto Adige. Il Trentino ha cominciato a vaccinare gli over 80, l’Alto Adige era partito prima e poi ha rallentato, il Veneto e il Friuli iniziano a metà mese, la Lombardia a fine marzo. La Campania è in tilt, dal Sud arrivano poche notizie certe. Andare in ordine sparso è una pessima idea. Gli over 80, e anche gli over 70 e 75, hanno bisogno di organizzarsi, cercare la collaborazione dei familiari, faticano a trovare informazioni sui mezzi digitali. Sarebbe stato utile un piano coerente dappertutto. Stesso modo di prenotare, metodi standard. In ogni caso almeno la comunicazione andrebbe data univoca, chiara, semplice”.

“Chiediamo – aggiunge Simoni – una campagna nazionale che spieghi agli anziani cosa fare. Penso a quelli particolarmente fragili, soli, non autosufficienti e isolati. So che alcune Regioni hanno previsto per i non autosufficienti il coinvolgimento dei medici di base. Ma sono preoccupato per gli altri: le persone che vivono lontano dai centri Asl o vaccinali, chi non ha connessione internet, chi ha difficoltà a capire cosa fare. Ci siano indicazioni chiare. Un ritardo di pochi giorni dell’appuntamento al vaccino, per un over 80, può significare vita o morte e per questo non mi piace neanche il grande bailamme delle dosi sì, no, forse dei tre grandi vaccini in campo: Pfizer, Moderna e AstraZeneca. Il brevetto di un vaccino non può essere gestito come quello di un paio di occhiali o di una borsa”.

CNA Pensionati: "La Silver economy sarà nuovo volano per far crescere l'economia del Trentino Alto Adige"

Un nuovo Patto per la salute ed il benessere sociale. Lo propone Arrigo Simoni, presidente della CNA Pensionati Trentino Alto Adige, che ha partecipato ieri (1 dicembre) alla prima Assemblea nazionale all digital dal titolo “Silver economy Italia, una leva per la ripresa”.

Sotto la lente d’ingrandimento dei pensionati CNA le potenzialità del mercato d’argento in un Paese dove gli over 65 sono già il 22% della popolazione e che fra 10 anni diventeranno il 33%. Potenzialità messe in luce dalla ricerca “Silver economy a sostegno dello scatto d’orgoglio” condotta dallo Studio Giaccardi.

Tema caldo, in piena pandemia Covid 19, non poteva che essere quello della salute.  “Salute che non dovrà più essere vissuta come un costo – afferma Simoni – ma al contrario un investimento sul futuro”. Per questo, secondo CNA Pensionati regionale, va lanciato un Patto articolandolo attraverso un piano pluriennale di ricostruzione del Servizio sanitario nazionale, delle articolazioni regionali e degli strumenti socio-assistenziali dedicati agli anziani. “Bisogna programmare una nuova stagione di investimenti anche in Trentino Alto Adige nelle strutture – spiega Simoni – nelle tecnologie e nelle competenze necessarie per ramificare e rendere omogenee su tutto il territorio nazionale cura ed assistenza. Le priorità sono: la cura delle cronicità, la difesa delle fragilità e la promozione delle politiche sulla non autosufficienza”.