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Artigianato artistico e tradizionale al collasso, allarme CNA. Perso oltre il 40% del fatturato, a rischio oltre 2.000 aziende in regione. Chieste misure urgenti

Sostenere l’artigianato artistico per difendere una parte importante del patrimonio culturale, della creatività e dell’identità dell’Italia e del Trentino Alto Adige e per tutelare un pezzo rilevante del sistema economico, fatto di 60mila imprese e oltre 100mila dipendenti (quasi 2.000 aziende e 4.000 addetti nella nostra regione) che ha già perso più del 40% del fatturato e continua a perdere ricavi a rotta di collo.

È l’appello che CNA Trentino Alto Adige, unitamente a CNA nazionale, rivolge al Governo, al Parlamento e alle Province di Trento e Bolzano ai quali chiede “di fare presto altrimenti il settore sarà condannato al collasso. Sono destinate a perire decina di migliaia di imprese e a perdere il lavoro un numero elevatissimo di artigiani e di collaboratori altamente qualificati”.

Velocizzare il sì al ddl per l’artigianato artistico e tradizionale

“Ringrazio CNA per l’appoggio, per le proposte e le idee che hanno portato alla scrittura dei contenuti di questo testo. Sarà molto importante in queste fasi l’azione di sensibilizzazione che la Confederazione potrà fare sui territori per poter accelerare il percorso di approvazione”. Ad affermarlo il senatore Stefano Collina nel suo intervento alla presidenza nazionale di CNA Artistico Tradizionale dedicata al disegno di legge (Ddl) sull’artigianato depositato, nei giorni scorsi, in Parlamento.

Collina ha poi sottolineato il legame del comparto dell’artigianato artistico tradizionale con i territori: “Questo Ddl vuole porre elementi comuni che diano risposte di prospettiva a queste settore con tutte le sue specificità e anche a tutte le articolazioni che sono presenti nei territori.”

Investire sui nostri maestri artigiani artistici, in Parlamento il testo della nuova legge

Una rinnovata cornice normativa per l’artigianato artistico-tradizionale che incarna più di tutti i valori e la cultura della secolare esperienza artigiana italiana. CNA esprime grande soddisfazione sul disegno di legge depositato in Parlamento, primo firmatario il sen. Stefano Collina, frutto di anni di confronto tra il settore e i rappresentanti delle istituzioni, come testimoniato dalla larga convergenza nella sottoscrizione della proposta.

L’iniziativa legislativa traccia una nuova rotta per l’artigianato artistico e tradizionale, riservando massima attenzione e sostegno a una realtà che esprime circa 60mila imprese e che rappresenta la più alta espressione della creatività e del saper fare artigiano, dai maestri liutai ai ceramisti che tutto il mondo ci invidia.

Restauratori fuori dal bando. Incredibile dimenticanza dei Beni culturali

I restauratori di Beni culturali sono inspiegabilmente dimenticati nel bando del 29 dicembre del ministero dei Beni Culturali “di selezione per il conferimento di incarichi di collaborazione”. Lo fa notare il portavoce nazionale dei Restauratori della CNA, Giacomo Casaril. Casaril esprime forte preoccupazione per l’assenza della figura del “restauratore” tra il personale da inserire nelle strutture periferiche del Mibact, a parziale copertura delle carenze di organico.

“Il ruolo del Restauratore di Beni culturali – sottolinea Giacomo Casaril – sarà strategico per il potenziamento della capacità operativa del ministero. Nei prossimi anni dovrà infatti essere attore di uno straordinario sforzo collettivo per la ripresa del Paese, colpito dalle conseguenze economiche e sociali dell’emergenza pandemica. Non comprendiamo quindi come la vistosa dimenticanza si possa conciliare con questo obiettivo e con i provvedimenti già emanati dal ministero sull’attività dei restauratori. Oltre che con le nuove e straordinarie sfide che si apriranno con il Recovery Plan”.