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CNA-SHV: "Locali inutilizzati, manca un piano di sviluppo della città. Serve un progetto che tenga conto di consumi interni e attrattività verso l'esterno. L'artigianato di servizio torni nelle zone residenziali"

“L’aumento delle saracinesche abbassate e dei locali commerciali sfitti nei quartieri del capoluogo e persino in centro non è un fenomeno ascrivibile all’epidemia, che semmai lo ha esacerbato.  Questi sono gli effetti della mancanza di un piano di sviluppo economico della città, promosso dal Comune in sinergia con la Provincia, utilizzando tutti gli strumenti disponibili, dall’Azienda di Soggiorno a IDM Südtirol, per rilanciare i consumi interni e l’attrattività verso l’esterno”. Lo afferma Claudio Corrarati, presidente della CNA-SHV, analizzando i dati della rilevazione di fine marzo effettuata dall’Unione Commercio.

“Che ci siano 189 esercizi commerciali chiusi, inutilizzati, è un dato preoccupante – aggiunge Corrarati – ma sarebbe un errore ritenere che sia esclusivamente effetto della pandemia. La città, adesso, sta pagando la mancanza di un piano di sviluppo economico che avrebbe dovuto accompagnarla nell’ultimo decennio, con una visione d’insieme che, oltre al turismo, al commercio, ai pubblici esercizi, avrebbe dovuto promuovere uno sviluppo armonico di tutti i settori, dall’artigianato di servizio alla produzione. Certo, le continue chiusure per la pandemia e i ristori nazionali e statali di importo insufficiente, stanno facendo emergere, adesso, l’insostenibilità di un tessuto economico che, se privato dei circuiti interni, trasferiti sull’e-commerce, e dell’apporto del turismo, si scopre fragilissimo”.

CNA Trentino Alto Adige: "L'unica politica economica utile è il piano di vaccinazioni. Ristori insufficienti, dobbiamo ritrovare il senso della comunità"

“Il vero atto di politica economica che ci attendiamo dallo Stato e dalle Province Autonome è definire una strategia sulle vaccinazioni, più che erogare sussidi a fondo perduto la cui entità si sta rivelando insufficiente e con criteri che escludono molte imprese dai benefici”. Lo afferma Claudio Corrarati, presidente della CNA Trentino Alto Adige, in linea con quanto indicato da CNA nazionale come vera priorità per le imprese nel corso di un incontro con il sottosegretario al ministero del Lavoro e le politiche sociali, Tiziana Nisini. 

“I nostri imprenditori stanno vivendo questa fase con ansia e disperazione. E siamo convinti che si possa fare meglio di così - aggiunge Corrarati -. In Alto Adige, ad esempio, abbiamo contribuito a creare un sistema per effettuare ai lavoratori ed agli imprenditori i test antigienici su base volontaria in appositi hub fuori dalle aziende. Adesso siamo in discussione tra parti sociali, politica e Asl su come far proseguire la sperimentazione, che deve essere un ponte temporaneo verso il ripristino della normalità. Ci aspettiamo soluzioni semplici, ponderate, efficaci, senza costi per le imprese e facili da gestire, sulla scia di quanto già attuato, attingendo ai tesoretti appositamente stanziati per le misure anti-crisi”.

Barometro dell’economia IRE - primavera 2021 - Il comparto manifatturiero spera nella domanda estera

Il clima di fiducia nel settore manifatturiero altoatesino si presenta molto eterogeneo, con importanti differenze tra le diverse branche di attività. Per il 2021 le imprese prevedono un quadro generale ancora difficile, ma confidano in una ripresa della domanda estera, parzialmente confermata dai recenti dati sull’export. Ciò emerge dall’indagine congiunturale dell’IRE – Istituto di ricerca economica della Camera di commercio di Bolzano.

Il clima di fiducia nella manifattura altoatesina risente fortemente della crisi, nonostante il comparto non abbia subito un nuovo blocco dell’attività in occasione della seconda ondata pandemica. Il 30 percento degli imprenditori e delle imprenditrici del settore manifatturiero giudica negativamente la redditività conseguita nel 2020. Il 70 percento delle imprese segnala una contrazione del fatturato rispetto all’anno precedente, soprattutto sul mercato nazionale e su quello provinciale. Più contenuto è stato il calo sul fronte delle esportazioni, che nella seconda metà dell’anno hanno recuperato gran parte delle perdite registrate la scorsa primavera, durante la prima ondata di Covid-19. Escludendo i prodotti agricoli, nel 2020 l’Alto Adige ha esportato merci per un valore pari a 4,3 miliardi di euro, con un calo del 5,4 percento rispetto all’anno precedente. Per quanto riguarda l’export, i comparti che più hanno risentito degli effetti dell’epidemia sono stati quello dei mezzi di trasporto e della relativa componentistica (-16,6 percento) e quello della fabbricazione di macchinari (-13,8 percento).

Appello di CNA alle parti sociali: ""Cambiare i protocolli di sicurezza per riaprire tutte le aziende. I ristori non bastano, diamoci da fare"

“Vanno cambiati i protocolli sicurezza per le aziende”. È l’invito che Claudio Corrarati, presidente della CNA Trentino Alto Adige, lancia a tutte le parti sociali, attraverso la bilateralità, affinché si metta mano subito ai protocolli di sicurezza redatti ad aprile del 2020, graduandone la validità e le misure da seguire in funzione dei nuovi parametri di classificazione sanitaria.

“Pur se molto validi e tali da dimostrare che nelle aziende il virus è circolato molto poco – argomenta Corrarati - è arrivata l’ora di aggiornare e adeguare i protocolli di sicurezza Codiv19 ad una nuova condizione pandemica legata ai test a tappeto, anche per i lavoratori, e alle vaccinazioni. Stiamo entrando in una nuova fase della pandemia: tra vaccini, test molecolari, test rapidi, test a scuola, test in azienda, le persone sono molto monitorate, diverse sono immuni o vaccinate. È necessario rivedere i protocolli sicurezza aziendali, differenziandoli sia per colorazione di zona (rozza, arancione, bianca), sia per quantitativo di personale presente in azienda, vaccinato e monitorato”.

L’auspicio di CNA è che "dopo Pasqua inizi una nuova fase. L’obiettivo è rimanere aperti con vari livelli di attenzione e prescrizioni di tutela in funzione del grado di contagio e del grado di copertura con vaccino o monitoraggio tramite test”.